sabato 29 settembre 2012
EL BALCON CANARIO
lunedì 17 settembre 2012
LA STORIA DI TENERIFE
Jean de Bethencourt
Orazio Nelson
Sant’Antonio, Texas
domenica 16 settembre 2012
LEGGENDE SULLE ISOLE CANARIE
La leggenda dell’Isola di San Borondón, “l’altra isola" canaria che appare e scompare, si deve ad un monaco irlandese chiamato San Brandán, che cominciò una spedizione marittima, nel 516, alla ricerca del paradiso terrestre. Racconta la storia che questo religioso arrivò ad un’isola rigogliosa dalle pulite sabbie nere, dove visse 7 anni con i suoi compagni di viaggio, dopo aver trascorso gli ultimi 40 giorni di viaggio della sua traversata su di una balena.
Quest’isola immagianaria, chiamata San Borondón, si troverebbe nell’estremità occidentale dell’arcipelago canario, vicino a El Hierro e può essere avvistata dall’alto del Teide. Presente addirittura in alcune mappe dell’epoca, la sua scoperta e conquista arrivò ad essere oggetto di discussione e accordo tra le potenze marittime del Portogallo e della Spagna. La leggenda continua ancor oggi, dato che c’è ancora qualcuno che assicura di averla vista tra il mare di nuvole.
Leggenda mitologica sull’origine del drago
Nella mitologia greca, Ladone era un gigantesco drago dalle 100 teste che custodiva il Giardino delle Esperidi, un insieme di isole paradisiache che gli autori dell’antichità situavano nelle Canarie. Quando Ladone, che gli antichi greci "identificarono" nel Teide, morì per mano di Atlante, il suo sangue corse per la terra e germinò sotto forma di draghi, alberi endemici delle Canarie che oggi sono uno dei simboli dell’Isola.
La salvia del drago, di un rosso intenso, e la forma ritorta dei suoi rami, simili ad un insieme di teste sostenute da un grosso tronco, convinsero gli autori classici che, in ogni drago, vi era un discendente diretto di quello straordinario drago. Capaci di vivere centinaia di anni, i draghi erano oggetto di venerazione da parte degli antichi abitanti di Tenerife, i guanches. Il più famoso e longevo esemplare di questa specie vegetale è conosciuto come quello di Icod de los Vinos, nel nord di Tenerife, che è diventato un’attrazione turistica di prim’ordine.
Leggenda mitologica sulla storia di Tenerife
Gli autori classici, vari secoli avanti Cristo, situarono il Giardino delle Esperidi, nelle Canarie. Questo luogo fa riferimento alle isole paradisiache nelle quali abitavano le Esperidi, le tre figlie di Atlante, il personaggio mitico condannato a sostenere una cupola terrestre dopo essere stato sconfitto da Zeus. Il Giardino era custodito da Ladone, un fiero drago dalle 100 teste, dalle quali sputava fuoco e al quale gli antichi greci “identificarono” nell’immagine del Teide in eruzione.
Nel Giardino delle Esperidi crescevano mele d’oro sugli alberi e quando ad Ercole, altro personaggio mitico dell’antichità, furono date da superare le famose 12 fatiche, una di esse fu quella di rubare queste mele. Ercole convinse Atlante a rubarle per lui perchè, a lui era più facile entrare nel Giardino ingannando il drago. Nel frattempo, Ercole si prestò a sostenere, temporaneamente, il cielo. Atlante accettò e rubò le mele dopo aver ucciso Ladone che, fidandosi di lui, gli aveva aperto le porte di quel paradiso. E anche se l’intenzione di Atlante era quella di fuggire e lasciare per sempre il suo pesante carico ad Ercole, quest’ultimo riuscì a ingannarlo e a rimetterlo al suo posto. Dopodichè le mele furono consegnate ad Atena, che le restituì al Giardino e alle sue ninfe: le Esperidi.
curiosità isole canarie
Agatha Christie visitò le Canarie nel 1927 dove iniziò 2 dei suoi migliori romanzi:
“Il misterioso signor Quin” e “Miss Marple e i 13 problemi”, ambientati nelle isole.
Le Canarie sono una delle zone pioniere del mondo nella potabilizzazione
dell’acqua di mare e nella tecnologia e nelle azioni relative
alla desalinizzazione.
Il silbo di La Gomera, dichiarato Patrimonio Culturale Immateriale
dell’Umanità, è un linguaggio fischiato ancora vivo, usato da pochi
gruppi umani nel mondo.
mercoledì 12 settembre 2012
Tra “Macaroni” e Mitologia
Narra la leggenda ( narra Platone nei suoi famosi dialoghi Timeo e Crizia) che migliaia di anni fa, in seguito alla bruciante disfatta di Atlante nel tentativo di conquistare Atene, Zeus in preda all’ira scatenò terremoti, terribili eruzioni vulcaniche e apocalittici tsunami con lo scopo di far scomparire completamente le immense terre del continente atlantico nell’arco di una sola notte.
Oggi, a distanza di migliaia di anni, il quesito non ha ancora trovato risposta:
Atlantide è pura leggenda oppure è davvero esistita?
Sebbene esistano in tutto il mondo numerosi elementi che testimoniano l’esistenza di una civiltà antidiluviana, l’inizio della storia combacia tutt’ora con l’invenzione della scrittura.
Eppure, proprio di recente alcune mappe fornite da Google Ocean hanno localizzato, nei pressi delle isole Canarie, tracce di un qualcosa che è stato identificato da un ingegnere aerospaziale come ciò che rimane di un’antica civiltà. Ancora una volta i pareri sono più che discordanti:
si tratta di scie lasciate dai sonar di sottomarini o trattasi dell’antico continente perduto?
Ai posteri l’ardua sentenza.
In principio erano Guanchos…
I primi abitanti delle isole Canarie provenivano infatti dal nord Africa: parte della popolazione berbera emigrò verso queste terre convertendo il proprio nome in Guanchinet (uomo di Tenerife) prima, Guanchos dopo. Con il termine guanchos si identificano oggi, generalizzando un po’, le popolazioni originarie dell’intero arcipelago canario.
Il fatto che non vi sia traccia alcuna di elementi islamiche lascia presupporre che le migrazioni in questione fossero avvenute molto indietro nel tempo, in concomitanza con altre influenze occidentali.
Da un punto di vista etnico sono infatti possibili delle contaminazioni scandinave, dal momento che i rapporti con l’Europa avevano avuto inizio ben prima della conquista spagnola. Ciò potrebbe eventualmente spiegare la carnagione chiara di parte della popolazione, la corporatura alta e la diffusione degli occhi chiari.
Pacifici e coraggiosi i guanchos dovettero difendersi dalle invasioni spagnole con mezzi rudimentali e del tutto inadeguati, perdendo la vita o lasciandosi schiavizzare, deportare e convertire.
Si trattò di un vero e proprio genocidio che viene oggi ricordato con spirito nazionalista e grande rispetto per tutto ciò che rimane della disgraziata civiltà guancha.
lunedì 10 settembre 2012
Canarie… perché si chiamano così?
Smentiamo quindi una delle leggende più gettonate: il bell’arcipelago non prende il proprio nome dai piccoli uccellini canterini. È invece vero il contrario: i canarini si chiamano così perché originari di queste bellissime terre.
Sebbene le origini del nome “Canarie” non siano certe, una delle ipotesi più papabili è che derivi dal termine latino canis (cane). E fu Plinio il Vecchio ad attribuire per primo questo nome alle 7 perle dell’Atlantico, proprio per le quantità massicce di cani di stazza che popolano queste terre. Si narra infatti che in seguito ad una spedizione ordinata dal re della Mauritania nelle allora isole Fortunate (oggi Canarie) situate oltre lo stretto di Gibilterra, in una di esse gli esploratori si imbatterono in una particolare razza di cani da cui derivò il nome Insula Canaria, ovvero isola dei cani.
Questo nome si allargò poi a tutto l’arcipelago, facendo oltretutto di quei cani leggendari emblemi delle terre vulcaniche atlantiche impregnate di mistero e bellezza.
venerdì 7 settembre 2012
LUCHA CANARIA: FORZA, DESTREZZA E TRADIZIONE
La lotta canaria è un’enigmatica disciplina sportiva che in qualche modo rimanda alla più nota lotta coreana e richiama i valori fondamentali di forza, nobiltà e coraggio.
Gi incontri si svolgono in appositi recinti terrosi, i terreros, nei quali i lottatori si esibiscono in veri e propri spettacoli di forza e abilità in cui spesso e volentieri l’agilità si può rivelare addirittura più importante della prestanza fisica.
Tecnicamente parlando il gioco si basa su un semplice principio di equilibrio: l’obiettivo di ciascun lottatore è infatti quello di far cedere l’avversario sino a fargli toccare il suolo con qualunque parte del suo corpo eccetto i piedi. Trattandosi di uno sport molto in voga, tra gli uomini come tra i membri del gentil sesso, gli incontri più importanti vengono trasmessi in televisione nell’arco di tutto l’anno.
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Va inoltre detto che grazie all’importante flusso di migrazioni avvenuto nel corso degli anni passati, questa caratteristica disciplina sportiva è giunta fin nelle lontane terre dell’America Latina.
sabato 18 agosto 2012
Curiosità su Tenerife
L'Isola di Tenerife puo' essere paragonata a un vero "continente en miniatura". I suoi paesaggi variano dalle cime innevate del monte Teide (3.718 metri ) alle vegetazione quasi tropicale della Costa Nord.
Una canzone popolare delle canarie recita:"Todas las canarias son como ese Teide gigante: mucha nieve en el semblante, y fuego en el corazón" Tutte le isole Canarie sono come il gigante Teide: neve in volto e il fuoco nel cuore.
Una curiosità sul nome Tenerife significa "Montaña Blanca" Ten-er-efez,(da Ten, teno, dun, duna= monte, e er-efez= il bianco)
Il vulcano Teide è il terzo vulcano piu largo del mondo dopo Mauna Loa e Mauna Kea nelle isole Hawaii.L'età del vulcano è 5 milioni di anni , e l'ultima eruzione in ordine d tempo si è verificata dal fianco nordoccidentale nel 1909, i dintorni del vulcano vi offriranno i paesaggi meravigliosi con un alternanza di colori che vale la pena di osservare.