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sabato 29 settembre 2012

EL BALCON CANARIO



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Un elemento architettonico che marcatamente contraddistingue le costruzioni storiche (sia case che palazzi) di Tenerife (e delle Canarie in genere) e quelle a queste ispirate, è il Balcon Canario. Costruito in legno utilizzando il robusto "pino canario", tipica pianta autoctona locale, il balcon canario è caratterizzato da elementi decorativi ed architettonici in stile Arabo-Ispanico.


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Per ammirare la suggestiva bellezza ed originalità che questo elemento conferisce alle facciate delle case, bisogna recarsi nei maggiori centri storici.

Ne citiamo alcuni : Masca, Icod de Los Vinos, Garachico, Villa de la Orotava, Los Realejos, La Laguna e Arona.  Al di fuori dei centri urbani, nelle zone più rurali, si possono comunque ammirare abitazioni e costruzioni abbellite e rese interessanti e potenzialmente maggiormente accoglienti grazie al balcon canario.




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lunedì 17 settembre 2012

LA STORIA DI TENERIFE



Principali 
avvenimenti storici di Tenerife


Tutti gli avvenimenti storici più importanti e salienti per l’isola di Tenerife, avvenimenti che l’hanno trasformata e forgiata, che l’hanno resa quello che è adesso.
Eventi significativi per Tenerife come la conquista spagnola, l’emigrazione verso l’America, le forti eruzioni dei suoi vulcani, che ne hanno condizionato la storia e per questo meritevoli di cenno.
Conoscere e comprendere i diversi avvenimenti sarà senz’altro utile per scoprire qualcosa di nuovo sull’isola dell’eterna primavera e comprenderne i diversi aspetti.


La conquista delle Canarie



Parlando della conquista dell’isola di Tenerife un piccolo cenno merita anche la conquista delle canarie che iniziò nel 1402 ad opera di un cavaliere normanno, Jean de Bethencourt, e il suo compagno di avventura, Gadifer de Salle.




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                                        Jean de Bethencourt



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I due arrivarono a Lanzarote e anche se solo in due riuscirono a conquistare l’isola dopo esser scesi a patti con i suoi abitanti, i majos.


Una volta conquistata Lanzarote, Bethencourt chiese la protezione alla Corona di Castiglia sotto la sovranità della quale lasciò l’isola. Tre anni più tardi, 1405, anche Fuerteventura e El Hierro furono conquistate. Il pavido cavaliere non riuscì nella conquista di Gran Canaria e lasciò incompiuta quella di La Gomera.


L’attacco di Nelson a Tenerife


Dopo la conquista spagnola a minare la pace dei castigliani ci penso Orazio Nelson che il 25 luglio del 1797, dopo precedenti e vani tentativi, sbarca a Santa Cruz di Tenerife con una truppa di 900 uomini. Cominciano duri scontri per le strade della città e solo dopo sanguinose battaglie gli inglesi furono sconfitti.


Questo attacco riveste importanza poiché in seguito ad esso ci fu un accordo che stabilì che gli inglesi non potevano più attaccare con le loro navi e armi nessuna delle Isole Canarie.




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                                             Orazio Nelson



Informazioni e descrizioni di questo evento si possono trovare all’interno del Museo Militare delle Canarie, a Santa Cruz di Tenerife, dove si trova anche il cannone tigre. Leggenda vuole che sia stato questo cannone di bronzo a mutilare un braccio di Orazio Nelson.


L’emigrazione in America



La bella isola di Tenerife ha anche anni bui durante i quali ci fu una forte immigrazione verso il continente americano. La speranza di una vita migliore spinse diverse famiglie ad abbandonare Tenerife nella prima metà del 1700 e furono proprio loro che fondarono Montevideo.




Nel 1730 ci fu un’altra massiccia emigrazione e quest’altra ondata arrivata nel continente americano fondò la città di Sant’Antonio, in Texas. Ma la vita degli emigranti non era facile e alcuni di loro, a causa delle difficoltà economiche, vissero vite clandestine e nascoste.



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                                              Sant’Antonio, Texas



L’emigrazione è andata avanti fino agli anni ’60 del secolo scorso.

Le principali mete furono Cuba e Venezuela e oggi si assiste al fenomeno inverso per il quale molti dei cubani e venezuelani abbandonano le loro nazioni per tornare nell’isola.


Eruzioni vulcaniche



Più che un evento storico è questo un avvenimento geofisico ma la loro portata è stata tale che ha condizionato la storia dell’isola e dei suoi abitanti. Le più importanti eruzioni vulcaniche sono quattro, la prima nel 1704 quando eruttarono, in sequenza, Siete Fuentes, Fasnia e Arafo.


Nel 1706 ci fu la seconda che durò per 40 giorni durante i quali il vulcano Trevejo espulse enormi quantità di lava che seppellirono la città e il porto di Garachico, in quel momento la città più importante di Tenerife. Nel 1798 ci fu una nuova eruzione, del vulcano Chamorra e più di 100 anni dopo toccò al vulcano Chinyero, nel municipio di Santiago del Teide. Di tutte queste eruzioni non c’è notizia di vittime, anche se la conformazione dell’isola ha senza dubbio subito un mutamento.




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Pochi ma importanti avvenimenti che aprono uno sguardo sulla Tenerife del passato e ci portano a conoscenza di quel che era prima, di quello che poteva essere e non è stato, di quello che è successo. La conquista spagnola, l’avventura di due cavalieri, le emigrazioni verso nuovi orizzonti, le catastrofiche eruzioni, è da questo che nasce Tenerife come la conosciamo oggi, la Tenerife che affascina ed ammalia, che sperare e rilassare, amare e sognare.




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                                              Vulcano Chinyero




domenica 16 settembre 2012

LEGGENDE SULLE ISOLE CANARIE


San Borondón

La leggenda dell’Isola di San Borondón, “l’altra isola" canaria che appare e scompare, si deve ad un monaco irlandese chiamato San Brandán, che cominciò una spedizione marittima, nel 516, alla ricerca del paradiso terrestre. Racconta la storia che questo religioso arrivò ad un’isola rigogliosa dalle pulite sabbie nere, dove visse 7 anni con i suoi compagni di viaggio, dopo aver trascorso gli ultimi 40 giorni di viaggio della sua  traversata su di una balena. 


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Quest’isola immagianaria, chiamata San Borondón, si troverebbe nell’estremità occidentale dell’arcipelago canario, vicino a El Hierro e può essere avvistata dall’alto del Teide. Presente addirittura in alcune mappe dell’epoca, la sua scoperta e conquista arrivò ad essere oggetto di discussione e accordo tra le potenze marittime del Portogallo e della Spagna. La leggenda continua ancor oggi, dato che c’è ancora qualcuno che assicura di averla vista tra il mare di nuvole.


Ladone, il drago dalle 100 teste

Leggenda mitologica sull’origine del drago



Nella mitologia greca, Ladone era un gigantesco drago dalle 100 teste che custodiva il Giardino delle Esperidi, un insieme di isole paradisiache che gli autori dell’antichità situavano nelle Canarie. Quando Ladone, che gli antichi greci "identificarono" nel Teide, morì per mano di Atlante, il suo sangue corse per la terra e germinò sotto forma di draghi, alberi endemici delle Canarie che oggi sono uno dei simboli dell’Isola. 




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La salvia del drago, di un rosso intenso, e la forma ritorta dei suoi rami, simili ad un insieme di teste sostenute da un grosso tronco, convinsero gli autori classici che, in ogni drago, vi era  un discendente diretto di quello straordinario drago. Capaci di vivere centinaia di anni, i draghi erano oggetto di venerazione da parte degli antichi abitanti di Tenerife, i guanches. Il più famoso e longevo esemplare di questa specie vegetale è conosciuto come quello di Icod de los Vinos, nel nord di Tenerife, che è diventato un’attrazione turistica di prim’ordine.


Il Giardino delle Esperidi

Leggenda mitologica sulla storia di Tenerife

Gli autori classici, vari secoli avanti Cristo, situarono il Giardino delle Esperidi, nelle Canarie. Questo luogo fa riferimento alle isole paradisiache nelle quali abitavano le Esperidi, le tre figlie di Atlante, il personaggio mitico condannato a sostenere una cupola terrestre dopo essere stato sconfitto da Zeus. Il Giardino era custodito da Ladone, un fiero drago dalle 100 teste, dalle quali sputava fuoco e al quale gli antichi greci “identificarono” nell’immagine del Teide in eruzione.




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Nel Giardino delle Esperidi crescevano mele d’oro sugli alberi e quando ad Ercole, altro personaggio mitico dell’antichità, furono date da superare le  famose 12 fatiche, una di esse fu quella di rubare queste mele. Ercole convinse Atlante  a rubarle per lui perchè, a lui era più facile entrare nel Giardino ingannando il drago. Nel frattempo, Ercole si prestò a sostenere, temporaneamente, il cielo. Atlante accettò e rubò le mele dopo aver ucciso Ladone che, fidandosi di lui, gli aveva aperto le porte di quel paradiso. E anche se l’intenzione di Atlante era quella di fuggire e lasciare per sempre il suo pesante carico ad Ercole, quest’ultimo riuscì a ingannarlo e a rimetterlo al suo posto. Dopodichè le mele furono consegnate ad Atena,  che le restituì al Giardino e alle sue ninfe: le Esperidi.

curiosità isole canarie

 

Agatha Christie visitò le Canarie nel 1927 dove iniziò 2 dei suoi migliori romanzi:

“Il misterioso signor Quin” e “Miss Marple e i 13 problemi”, ambientati nelle isole.


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Le Canarie sono una delle zone pioniere del mondo nella potabilizzazione

dell’acqua di mare e nella tecnologia e nelle azioni relative

alla desalinizzazione.

 

 

 

 

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Il silbo di La Gomera, dichiarato Patrimonio Culturale Immateriale

dell’Umanità, è un linguaggio fischiato ancora vivo, usato da pochi

gruppi umani nel mondo.

 

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mercoledì 12 settembre 2012

Tra “Macaroni” e Mitologia

Macaronesia, si tratta  di un insieme di arcipelaghi dell’Oceano Atlantico noti anche sotto il nome di isole felici (dal greco) o isole fortunate. Azzorre, Capo Verde, Madera, isole Selvagge e isole Canarie costituiscono questo immenso insieme di isole di origini vulcaniche che molti associano alle misteriose terre sommerse della perduta Atlantide.

 

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Narra la leggenda ( narra Platone nei suoi famosi dialoghi Timeo e Crizia) che migliaia di anni fa, in seguito alla bruciante disfatta di Atlante nel tentativo di conquistare Atene, Zeus in preda all’ira scatenò terremoti, terribili eruzioni vulcaniche e apocalittici tsunami con lo scopo di far scomparire completamente le immense terre del continente atlantico nell’arco di una sola notte.

 

 

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Oggi, a distanza di migliaia di anni, il quesito non ha ancora trovato risposta:

 

Atlantide è pura leggenda oppure è davvero esistita?


 


Sebbene esistano in tutto il mondo numerosi elementi che testimoniano l’esistenza di una civiltà antidiluviana, l’inizio della storia combacia tutt’ora con l’invenzione della scrittura. 

 

 

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Eppure, proprio di recente alcune mappe fornite da Google Ocean hanno localizzato, nei pressi delle isole Canarie, tracce di un qualcosa che è stato identificato da un ingegnere aerospaziale come ciò che rimane di un’antica civiltà. Ancora una volta i pareri sono più che discordanti:

si tratta di scie lasciate dai sonar di sottomarini o trattasi dell’antico continente perduto?          

 Ai posteri l’ardua sentenza.

 

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In principio erano Guanchos…

Coloro che andranno alla scoperta delle straordinarie terre canarie si renderanno conto abbastanza rapidamente delle numerose influenze che arricchiscono la cultura e le tradizioni dell’arcipelago. Tra queste la più forte è probabilmente quella nordafricana, così palese e palpabile nella musica, nel’architettura e nella gastronomia locali.

I primi abitanti delle isole Canarie provenivano infatti dal nord Africa: parte della popolazione berbera emigrò verso queste terre convertendo il proprio nome in Guanchinet (uomo di Tenerife) prima, Guanchos dopo. Con il termine guanchos si identificano oggi, generalizzando un po’, le popolazioni originarie dell’intero arcipelago canario.

 

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Il fatto che non vi sia traccia alcuna di elementi islamiche lascia presupporre che le migrazioni in questione fossero avvenute molto indietro nel tempo, in concomitanza con altre influenze occidentali. 

Da un punto di vista etnico sono infatti possibili delle contaminazioni scandinave, dal momento che i rapporti con l’Europa avevano avuto inizio ben prima della conquista spagnola. Ciò potrebbe eventualmente spiegare la carnagione chiara di parte della popolazione, la corporatura alta e la diffusione degli occhi chiari.

Pacifici e coraggiosi i guanchos dovettero difendersi dalle invasioni spagnole con mezzi rudimentali e del tutto inadeguati, perdendo la vita o lasciandosi schiavizzare, deportare e convertire.

 

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Si trattò di un vero e proprio genocidio che viene oggi ricordato con spirito nazionalista e grande rispetto per tutto ciò che rimane della disgraziata civiltà guancha.

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lunedì 10 settembre 2012

Canarie… perché si chiamano così?

Se ne sentono dire di tutti i colori. Tanto che diventa alquanto difficile capire quale delle numerose opzioni sia la più veritiera. D’altronde le isole Canarie hanno un nome così particolare da spingere chiunque, anche solo per gioco, ad azzardarne le origini.

 

Smentiamo quindi una delle leggende più gettonate: il bell’arcipelago non prende il proprio nome dai piccoli uccellini canterini. È invece vero il contrario: i canarini si chiamano così perché originari di queste bellissime terre. 

 

Sebbene le origini del nome “Canarie” non siano certe, una delle ipotesi più papabili è che derivi dal termine latino canis (cane). E fu Plinio il Vecchio ad attribuire per primo questo nome alle 7 perle dell’Atlantico, proprio per le quantità massicce di cani di stazza che popolano queste terre. Si narra infatti che in seguito ad una spedizione ordinata dal re della Mauritania nelle allora isole Fortunate (oggi Canarie) situate oltre lo stretto di Gibilterra, in una di esse gli esploratori si imbatterono in una particolare razza di cani da cui derivò il nome Insula Canaria, ovvero isola dei cani. 

Questo nome si allargò poi a tutto l’arcipelago, facendo oltretutto di quei cani leggendari emblemi delle terre vulcaniche atlantiche impregnate di mistero e bellezza.

venerdì 7 settembre 2012

LUCHA CANARIA: FORZA, DESTREZZA E TRADIZIONE

Le isole Canarie, terre di tradizione e folclore, hanno saputo mantenere nel tempo molte delle usanze dei popoli indigeni che le popolavano. Tra queste, la caratteristica lucha canaria, che affonda le proprie radici in tempi antichi, quando i guanchos erano ancora gli unici padroni dell’isola di Tenerife.

 

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La lotta canaria è un’enigmatica disciplina sportiva che in qualche modo rimanda alla più nota lotta coreana e richiama i valori fondamentali di forza, nobiltà e coraggio.

Gi incontri si svolgono in appositi recinti terrosi, i terreros, nei quali i lottatori si esibiscono in veri e propri spettacoli di forza e abilità in cui spesso e volentieri l’agilità si può rivelare addirittura più importante della prestanza fisica. 

 

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Tecnicamente parlando il gioco si basa su un semplice principio di equilibrio: l’obiettivo di ciascun lottatore è infatti quello di far cedere l’avversario sino a fargli toccare il suolo con qualunque parte del suo corpo eccetto i piedi. Trattandosi di uno sport molto in voga, tra gli uomini come tra i membri del gentil sesso, gli incontri più importanti vengono trasmessi in televisione nell’arco di tutto l’anno.

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Va inoltre detto che grazie all’importante flusso di migrazioni avvenuto nel corso degli anni passati, questa caratteristica disciplina sportiva è giunta fin nelle lontane terre dell’America Latina.

sabato 18 agosto 2012

Curiosità su Tenerife

L'Isola di Tenerife puo' essere paragonata a un vero "continente en miniatura". I suoi paesaggi variano dalle cime innevate del monte Teide (3.718 metri ) alle vegetazione quasi tropicale della Costa Nord.


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 Una canzone popolare delle canarie recita:"Todas las canarias son como ese Teide gigante: mucha nieve en el semblante, y fuego en el corazón" Tutte le isole Canarie sono come il gigante Teide: neve in volto e il fuoco nel cuore.


Una curiosità sul nome Tenerife significa "Montaña Blanca" Ten-er-efez,(da Ten, teno, dun, duna= monte, e er-efez= il bianco)


Il vulcano Teide è il terzo vulcano piu largo del mondo dopo Mauna Loa e Mauna Kea nelle isole Hawaii.L'età del vulcano è 5 milioni di anni , e l'ultima eruzione in ordine d tempo si è verificata dal fianco nordoccidentale nel 1909, i dintorni del vulcano vi offriranno i paesaggi meravigliosi con un alternanza di colori che vale la pena di osservare.