Ciao oggi vi parlerò dei musei a Tenerife,ce ne sono molti e tutti molto interessanti nonchè ben curati, vediamone alcuni esempi:
MUSEO MUNICIPALE DELLE BELLE ARTI:
Il museo, diviso in quattordici sale, espone principalmente opere pittoriche. Nell’edificio si possono contemplare il "San José", di Ribera, il "Ritratto di Fernando Viscaí", di Joaquín Sorolla e il "Trittico di Nava", della scuola fiamminga del XVI secolo. Inoltre, espone opere di pittori delle Isole Canarie come Gaspar de Quevedo, Cristóbal Hernández e Quintana y González Méndez, fra gli altri.
Informazioni utili
Dal Martedì a Venerdì
Orario continuato
Dal 10.00 a 20.00
Festivi e Fine settimana
Dal 10.00 a 15.00
Giorno di chiusura settimanale: Lunedì
Giorno/i di chiusura totale: 1 gennaio, 1 e 22 maggio e 25 dicembre.
Prezzi
Ingresso gratuito
Calle J. Murphy, 12 -Santa Cruz de Tenerife Tel. 922244358
MUSEO DELLA NATURA E DELL'UOMO:
Si tratta di un centro che promuove la ricerca, la protezione e la conoscenza del mondo inorganico, della flora e della fauna (sia attuale che fossile) delle Isole Canarie in particolare e della Macaronesia in generale. Con le sue collezioni si propone di sostenere la ricerca in istituzioni analoghe, promuovere l'elaborazione di inventari e cataloghi delle proprie raccolte, perfezionare le varie tecnologie museologiche e museografiche e approfondire la conoscenza delle necessità del suo pubblico reale.
Informazioni utili
Dal Martedì a Domenica
Orario continuato
Dal 9.00 a 19.00
Giorn di chiusura settimanale: Lunedì
Giorni di chiusura: 1 e 6 gennaio, Martedì Grasso e 24, 25 e 31 dicembre.
Prezzi
intero: 3€
Pensionati: 1,50€
Studenti: 1,50€
Domenica
Ingresso gratuito
Calle Fuente Morales /Antico Ospedale Civile Santa Cruz de Tenerife Tel. 922535816
MUSEO DELLA STORIA DI TENERIFE:
Il programma di esposizioni e attività del centro ha l’obiettivo di aiutare il visitatore a concepire il momento presente come qualcosa di totalmente legato alla storia e alla tradizione. Per questo il Museo di Storia e Antropologia unisce entrambe le scienze in due sedi che, attraverso i loro fondi e le collezioni, intendono offrire un panorama più ampio e ricco della storia e della cultura dell’isola di Tenerife. Una sede è Casa Lercaro (c/ San Agustín, 22, San Cristóbal de La Laguna) che mostra una visione generale dello sviluppo istituzionale, sociale, economico e culturale di Tenerife tra i secoli XV e XX. L’altra sede è la Casa di Carta, considerata un esempio significativo di abitazione nobiliare costruita nelle Canarie nel XVIII secolo, ed è dedicata all’approfondimento dell’analisi di usi e comportamenti sociali. Con il biglietto di ingresso si può accedere ad entrambe le sedi.
Informazioni utili
Dal Martedì a Domenica
Orario continuato
Dal 9.00 a 19.00
Giorno di chiusura settimanale: Lunedì
Giorni di chiusura: 1 e 6 gennaio, martedì grasso e 24, 25 e 31 dicembre.
Prezzi
Intero: 3€
Pensionati: 1,50€
Studenti: 1,50€
Domenica
Ingresso gratuito
Valle de Guerra, San Cristóbal de la Laguna (Tenerife)Tel. 922825949
MUSEO ARQUELOGICO DE SANTA CRUZ DE TENERIFE:
Il Museo raccoglie un’ampia collezione di oggetti e fotografie legati alla vita e alla storia dei popoli guanche, che furono i primi abitanti dell’arcipelago delle Canarie. Nelle sue sale sono esposti resti di ceramiche ed utensili fabbricati in legno e pelle, oltre a due mummie e un feto mummificato, che sono i pezzi più importanti del Museo. Ospita inoltre pezzi e collezioni sull’archeologia precolombiana, l’etnografia africana, la ceramica berbera e il Sahara Occidentale.
Informazioni utili
Dal Martedì a Domenica
Orario continuato
Dal 9.00 a 19.00
Giorno di chiusura settimanale: Lunedì
Giorno/i di chiusura: 1 e 6 gennaio, Martedì Grasso e 24, 25 e 31 dicembre.
Prezzi
Intero: 3€
Ridotta: 1,50€
Domenica
Ingresso gratuito
Calle Fuente Morales Santa Cruz de Tenerife (Tenerife) Tel.:+34 922535816
Possiamo trovare altri numerosi musei come:
MUSEO CASA DEL VINO "LA BARANDA"
(Convento S. Domingo) Autopista del Norte Km. 21 -La Barranda El Sauzal Tel. 922572535
MUSEO ANTROPOLOGICO "CARTA"
C/. El vino, 44 C.tera Gral del Norte La Laguna Tel. 922543053
MUSEO DELL' ARTIGIANATO IBEROAMERICANO
C/. T. Zerolo, 34 (Convento S. Domingo) -La Orotava Tel. 922321746
MUSEO CASA CANARIA "ABACO"
Urb. del Durazno -Puerto de la Cruz Tel. 922370107
E questo è tutto, vi auguro un buon tour culturale, vi assicuro che ne avrete poi un bel ricordo, ciao!
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sabato 15 settembre 2012
mercoledì 12 settembre 2012
Tra “Macaroni” e Mitologia
Macaronesia, si tratta di un insieme di arcipelaghi dell’Oceano Atlantico noti anche sotto il nome di isole felici (dal greco) o isole fortunate. Azzorre, Capo Verde, Madera, isole Selvagge e isole Canarie costituiscono questo immenso insieme di isole di origini vulcaniche che molti associano alle misteriose terre sommerse della perduta Atlantide.
Narra la leggenda ( narra Platone nei suoi famosi dialoghi Timeo e Crizia) che migliaia di anni fa, in seguito alla bruciante disfatta di Atlante nel tentativo di conquistare Atene, Zeus in preda all’ira scatenò terremoti, terribili eruzioni vulcaniche e apocalittici tsunami con lo scopo di far scomparire completamente le immense terre del continente atlantico nell’arco di una sola notte.
Oggi, a distanza di migliaia di anni, il quesito non ha ancora trovato risposta:
Sebbene esistano in tutto il mondo numerosi elementi che testimoniano l’esistenza di una civiltà antidiluviana, l’inizio della storia combacia tutt’ora con l’invenzione della scrittura.
Eppure, proprio di recente alcune mappe fornite da Google Ocean hanno localizzato, nei pressi delle isole Canarie, tracce di un qualcosa che è stato identificato da un ingegnere aerospaziale come ciò che rimane di un’antica civiltà. Ancora una volta i pareri sono più che discordanti:
si tratta di scie lasciate dai sonar di sottomarini o trattasi dell’antico continente perduto?
Ai posteri l’ardua sentenza.
Narra la leggenda ( narra Platone nei suoi famosi dialoghi Timeo e Crizia) che migliaia di anni fa, in seguito alla bruciante disfatta di Atlante nel tentativo di conquistare Atene, Zeus in preda all’ira scatenò terremoti, terribili eruzioni vulcaniche e apocalittici tsunami con lo scopo di far scomparire completamente le immense terre del continente atlantico nell’arco di una sola notte.
Oggi, a distanza di migliaia di anni, il quesito non ha ancora trovato risposta:
Atlantide è pura leggenda oppure è davvero esistita?
Sebbene esistano in tutto il mondo numerosi elementi che testimoniano l’esistenza di una civiltà antidiluviana, l’inizio della storia combacia tutt’ora con l’invenzione della scrittura.
Eppure, proprio di recente alcune mappe fornite da Google Ocean hanno localizzato, nei pressi delle isole Canarie, tracce di un qualcosa che è stato identificato da un ingegnere aerospaziale come ciò che rimane di un’antica civiltà. Ancora una volta i pareri sono più che discordanti:
si tratta di scie lasciate dai sonar di sottomarini o trattasi dell’antico continente perduto?
Ai posteri l’ardua sentenza.
In principio erano Guanchos…
Coloro che andranno alla scoperta delle straordinarie terre canarie si renderanno conto abbastanza rapidamente delle numerose influenze che arricchiscono la cultura e le tradizioni dell’arcipelago. Tra queste la più forte è probabilmente quella nordafricana, così palese e palpabile nella musica, nel’architettura e nella gastronomia locali.
I primi abitanti delle isole Canarie provenivano infatti dal nord Africa: parte della popolazione berbera emigrò verso queste terre convertendo il proprio nome in Guanchinet (uomo di Tenerife) prima, Guanchos dopo. Con il termine guanchos si identificano oggi, generalizzando un po’, le popolazioni originarie dell’intero arcipelago canario.
Il fatto che non vi sia traccia alcuna di elementi islamiche lascia presupporre che le migrazioni in questione fossero avvenute molto indietro nel tempo, in concomitanza con altre influenze occidentali.
Da un punto di vista etnico sono infatti possibili delle contaminazioni scandinave, dal momento che i rapporti con l’Europa avevano avuto inizio ben prima della conquista spagnola. Ciò potrebbe eventualmente spiegare la carnagione chiara di parte della popolazione, la corporatura alta e la diffusione degli occhi chiari.
Pacifici e coraggiosi i guanchos dovettero difendersi dalle invasioni spagnole con mezzi rudimentali e del tutto inadeguati, perdendo la vita o lasciandosi schiavizzare, deportare e convertire.
Si trattò di un vero e proprio genocidio che viene oggi ricordato con spirito nazionalista e grande rispetto per tutto ciò che rimane della disgraziata civiltà guancha.
I primi abitanti delle isole Canarie provenivano infatti dal nord Africa: parte della popolazione berbera emigrò verso queste terre convertendo il proprio nome in Guanchinet (uomo di Tenerife) prima, Guanchos dopo. Con il termine guanchos si identificano oggi, generalizzando un po’, le popolazioni originarie dell’intero arcipelago canario.
Il fatto che non vi sia traccia alcuna di elementi islamiche lascia presupporre che le migrazioni in questione fossero avvenute molto indietro nel tempo, in concomitanza con altre influenze occidentali.
Da un punto di vista etnico sono infatti possibili delle contaminazioni scandinave, dal momento che i rapporti con l’Europa avevano avuto inizio ben prima della conquista spagnola. Ciò potrebbe eventualmente spiegare la carnagione chiara di parte della popolazione, la corporatura alta e la diffusione degli occhi chiari.
Pacifici e coraggiosi i guanchos dovettero difendersi dalle invasioni spagnole con mezzi rudimentali e del tutto inadeguati, perdendo la vita o lasciandosi schiavizzare, deportare e convertire.
Si trattò di un vero e proprio genocidio che viene oggi ricordato con spirito nazionalista e grande rispetto per tutto ciò che rimane della disgraziata civiltà guancha.
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